Alle origini della farmacologia antica

Alle origini della farmacologia antica

I ritardi organizzativi per gestire il passaggio della sede dell’EMA (European Medicines Agency) da Londra ad Amsterdam hanno riacceso le speranze italiane di portare a Milano questa prestigiosa agenzia. L’industria farmaceutica è oggi una voce importante per l’economia globale, e non solo. Il tema della nuova sede dell’EMA riguarda aspetti che toccano da vicino la vita dei cittadini, come quello della salute pubblica. La farmacologia, in quanto scienza, ha peraltro origini antichissme. Ma quando è nata? E come si curavano gli antichi? Ne parla Valentina Gazzaniga nel saggio Dioscoride e la farmacopea antica sull’Antichità di Federico Motta Editore.

Il saggio Dioscoride e la farmacopea antica di Valentina Gazzaniga sull’Antichità di Federico Motta Editore.
Il saggio Dioscoride e la farmacopea antica di Valentina Gazzaniga sull’Antichità di Federico Motta Editore.

La farmacologia dall’Oriente: il nepente

Oggi quando si parla di farmacologia si pensa a grandi colossi farmaceutici e all’assistenza sanitaria, due temi che fanno capire l’importanza del dibattito sulla nuova sede dell’EMA. Ma quando è nata la farmacologia? È impossibile dare una risposta precisa, ma sembra che questa scienza sia antichissima. Già medici greci si interrogavano sull’efficacia di certe erbe in uso da tempi remoti presso le popolazioni del vicino Oriente antico. In Egitto in particolare si diceva crescessero piante dai poteri eccezionali. Da queste veniva prodotto il nepente, una bevanda prodigiosa in grado di curare sia i mali del corpo sia quelli dell’anima.

La riflessione in età ellenistica

Notizie di farmacologia si trovano già nel trattati ippocratici. È però durante l’Ellenismo che si sviluppa una riflessione organica e sistematica sull’utilizzo dei farmaci per curare i malati. In questo periodo nascono dei veri e propri ricettari, lunghi cataloghi di sostanze con i relativi effetti. La maggior parte erano di origine vegetale, ma non mancavano studi sui veleni animali e alcuni anche sui minerali.

Heuresis, personificazione della scoperta, porge una mandragora a Dioscoride, Codex Aniciae Iulianae, prima del 512, Vienna, Österreichische Nationalbibliothek
Heuresis, personificazione della scoperta, porge una mandragora a Dioscoride, Codex Aniciae Iulianae, prima del 512, Vienna, Österreichische Nationalbibliothek

Il De materia medica di Dioscoride

La nostra principale fonte di informazioni sulla farmacologia antica è però il De materia medica, scritto da Dioscoride di Anazarbo tra il 60 e il 78 d.C. L’autore era un medico originario della Cilicia, in Asia minore, attivo durante i regni di Claudio e Nerone. La particolarità del suo trattato è che classifica le sostanze in base agli effetti e alle caratteristiche fisiche delle piante da cui vengono estratte. Dioscoride compie così un notevole passo avanti rispetto ai suoi predecessori, che trattavano i vari farmaci elencandoli in ordine alfabetico. Il De materia medica avrà poi molta influenza sulla medicina dei secoli successivi: nel Medioevo, grazie a una traduzione in arabo, diventerà un punto di riferimento per la farmacologia islamica.