Isaac Asimov, Ray Bradbury, Philip Dick, William Gibson, Margaret Atwood: che cos’hanno in comune tutti questi autori? Semplice: sono scrittori di fantascienza. Ripercorriamo la storia di questo popolare genere letterario, a cui è dedicato un saggio di Jonathan Sisco sull’Età Moderna di Federico Motta Editore.

Il saggio di Jonathan Sisco sull’Età moderna di Federico Motta Editore

Le origini della fantascienza

Quando nacque la fantascienza? Per scoprirlo bisogna fare un passo indietro e tornare all’Ottocento, grazie ad autori come Jules Verne e Herbert G. Wells. In realtà è possibile rintracciare antecedenti della fantascienza anche nella letteratura precedente: si pensi per esempio alle storie di Mary Shelley o di Edgar Allan Poe, che mescolano il gotico con elementi provenienti dalla scienza a loro contemporanea. Come scrive Sisco sull’Età Moderna di Federico Motta Editore, alcuni critici hanno però sottolineato come la fantascienza raccolga l’eredità di autori tra di loro molto diversi, a cominciare dalle utopie di filosofi come Bacone o Campanella. Molti dei più famosi romanzi di fantascienza sono infatti delle anti-utopie, come Il mondo nuovo di Huxley o 1984 di George Orwell. Allo stesso modo, fin dall’antichità sono nate storie sull’esplorazione di mondi lontani e fantastici, un’eredità che sarà poi recuperata da Verne nei suoi Voyage Extraordinaires.

Il Novecento e l’evoluzione del genere

Oggi la fantascienza è uno dei generi più amati dal pubblico. A partire dagli anni Venti la fantascienza inizia a trasformarsi in mera letteratura d’evasione, scritta da autori professionisti che erano assunti e pagati per inventare le storie. Il boom vero e proprio avviene però negli anni Cinquanta, quando prendono piede varie case editrice specializzate. Nello stesso periodo il genere, sviluppatosi fino ad allora principalmente nei Paesi anglofoni (soprattutto negli Stati Uniti), si diffonde anche in altri Stati. Sono questi gli anni in cui si affermano maestri del genere, come Asimov, Bradbury e Dick, con i quali la fantascienza si interessa di aspetti sociali, sulla spinta dell’esperienza della guerra. Negli anni Sessanta lo scenario però cambia e gli scrittori di fantascienza iniziano a dare voci alle inquietudini del tempo, scegliendo di ambientare i loro romanzi in situazioni apocalittiche.

Margaret Atwood, Suzanne Collins e la fantascienza moderna

E oggi? Vengono coltivati molti filoni ed è difficile definire delle linee. Particolare successo hanno le storie che raccontano di futuri distopici, come Margaret Atwood, con il suo Racconto dell’ancella oppure la serie Hunger Games di Suzanne Collins, che hanno raccolto un buon successo internazionale. Sempre più autori però tentano la strada di mescolare i generi, secondo uno stile tipicamente postmoderno: ecco quindi opere che sono allo stesso tempo spionaggio, giallo e fantascienza. In molti casi, la migliore letteratura fantascientifica rimane comunque una letteratura di idee.