Agatha Christie, la regina del giallo
Il cinquantesimo anniversario (caduto il 12 gennaio scorso) della morte di Agatha Christie, prolifica e inimitabile scrittrice inglese, universalmente riconosciuta come la regina del romanzo giallo, ci offre l’occasione per ripercorrere le origini di un genere letterario che continua ad affascinare milioni di lettori e ad attrarne sempre di nuovi.
Agatha Christie e la nascita del giallo moderno
Con oltre due miliardi di copie vendute e personaggi iconici come Hercule Poirot e Miss Marple, Christie ha definito i canoni del giallo classico: un enigma apparentemente insolubile, un numero ristretto di sospettati, indizi disseminati con abilità e una soluzione finale che ristabilisce l’ordine delle cose attraverso l’uso di intuito e ragione. Tuttavia, il giallo nasce prima di lei. Le sue radici affondano nel XIX secolo, quando Edgar Allan Poe pubblica I delitti della Rue Morgue, considerato il primo racconto poliziesco della storia. A Poe seguono autori come Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes, che consolida la figura del detective geniale e analitico. Agatha Christie raccoglie questa eredità e la perfeziona, rendendo il giallo un gioco intellettuale raffinato e accessibile, capace di trasformare il lettore in un investigatore chiamato a risolvere il mistero insieme al protagonista.
Perché in Italia si chiama “giallo”
Il termine “giallo”, usato in Italia per indicare il romanzo poliziesco, ha un’origine curiosa e tutta editoriale. Come spiega Marco Camerani nel suo saggio Giallo, noir, detective story, nel volume del Novecento della Storia della civiltà europea di Federico Motta Editore, nel 1929 la casa editrice Mondadori lancia una nuova collana di romanzi polizieschi. Quei libri, con una copertina di colore giallo acceso, spesso sono traduzioni di autori stranieri come appunto Christie, Wallace e Simenon e ottengono un enorme successo popolare. In breve tempo il colore della copertina finisce per identificare il contenuto stesso: il “giallo” non è più solo un libro con una veste grafica riconoscibile, ma un genere narrativo autonomo. Da allora, in Italia, il termine ha assunto un significato più ampio rispetto al detective novel anglosassone, includendo il noir, il thriller e le contaminazioni contemporanee. Così, un’espressione nata quasi per caso è diventata parte integrante del nostro linguaggio culturale, a dimostrazione di come la letteratura sappia evolversi e adattarsi, mantenendo intatto il suo potere di raccontare il mistero e l’animo umano.


