pallavolo

La nazionale femminile di pallavolo ha raggiunto uno storico argento al Campionato del Mondo che si è appena concluso in Giappone. In molti hanno sperato fino all’ultimo che si replicasse il successo raggiunto ai mondiali del 2002, quando la nostra nazionale sconfisse in finale gli Stati Uniti. Quello ottenuto quest’anno è però un ottimo risultato, che proietta le nostre pallavoliste verso le Olimpiadi di Tokyo del 2020. In coincidenza con questo avvenimento, ne approfittiamo per scoprire qualche curiosità su questo sport attraverso le opere di Federico Motta Editore.

Le origini della pallavolo

La pallavolo è uno sport relativamente recente, se paragonato a discipline come l’atletica. Fu inventata nel 1896, cinque anni dopo la pallacanestro, da un insegnante di educazione fisica di nome William Morgan. Questi stava cercando un gioco con cui fare allenare in inverno i componenti delle squadre di baseball e di football della sua scuola, un college della YMCA (Young Men’s Christian Association) a Holyoke, nel Massachusetts. Il nuovo gioco impiegò però molto tempo a diffondersi: basti pensare che il primo Campionato del Mondo si disputò solo nel 1949. La pallavolo inoltre entrò tra gli sport olimpici solo a partire dall’edizione di Tokyo 1964.

Le nazionali più forti

Nel 2018 si sono quindi tenute le edizioni numero 18 del Campionato mondiale maschile e femminile. Quali sono le squadre con più vittorie? Lo possiamo scoprire sfogliando i volumi dei Decenni di Federico Motta Editore. Nella pallavolo maschile l’Italia occupa un posto di rilievo, avendo vinto tre edizioni consecutive, dal 1990 al 1998. Il primato spetta però alla selezione dell’Unione Sovietica, che tra il 1949 e il 1982 si aggiudicò ben sei medaglie d’oro. Nella pallavolo femminile, come ricordato, l’Italia ha ottenuto un unico oro nel 2002. Il record di vittorie spetta, anche in questo caso, all’URSS con sei trionfi; altre due edizioni, nel 2006 e nel 2010, sono state poi vinte dalla Russia.