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Durante l’Ottocento avviene una profonda trasformazione nelle scienze biomediche, che diventano a tutti gli effetti delle scienze sperimentali. Si tratta un passaggio particolarmente importante per la ricerca scientifica, di cui oggi possiamo cogliere appieno il valore. Federico Motta Editore propone, su questo argomento, il saggio di Gilberto Corbellini intitolato La vita in laboratorio nel volume di Historia dedicato all’Ottocento.

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Heuresis, personificazione della scoperta, porge una mandragora a Dioscoride, Codex Aniciae Iulianae, prima del 512, Vienna, Österreichische Nationalbibliothek

I ritardi organizzativi per gestire il passaggio della sede dell’EMA (European Medicines Agency) da Londra ad Amsterdam hanno riacceso le speranze italiane di portare a Milano questa prestigiosa agenzia. L’industria farmaceutica è oggi una voce importante per l’economia globale, e non solo. Il tema della nuova sede dell’EMA riguarda aspetti che toccano da vicino la vita dei cittadini, come quello della salute pubblica. La farmacologia, in quanto scienza, ha peraltro origini antichissme. Ma quando è nata? E come si curavano gli antichi? Ne parla Valentina Gazzaniga nel saggio Dioscoride e la farmacopea antica sull’Antichità di Federico Motta Editore.

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Léon Augustine L'hermitte, Claude Bernard nel suo laboratorio, 1899

Durante il XIX secolo le scienze biomediche si trasformano in scienze sperimentali. Cambia così il modo di studiare gli esseri viventi, grazie all’apporto di celebri studiosi. Per ricostruire l’attività di questi scienziati e il loro lavoro Motta Editore propone, nel volume di Historia dedicato all’Ottocento, il saggio di Gilberto Corbellini intitolato La vita in laboratorio.

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