Marjane Satrapi, voce libera dell’Iran
Marjane Satrapi, scomparsa a Parigi il 4 giugno 2026, ha raccontato all’Occidente la vita nell’Iran della repubblica teocratica. Con lei se ne va una delle voci più autorevoli del fumetto contemporaneo, che con il suo Persepolis ha descritto le repressioni in Iran seguite alla rivoluzione islamica del 1979. Attraverso le opere di Federico Motta Editore, ricorderemo la sua opera e la storia dell’Iran contemporaneo.
Persepolis e la rivoluzione islamica
È il 2000 quando, nelle librerie francesi, esce il primo volume di Persepolis. La graphic novel rivela ben presto al grande pubblico una nuova voce del fumetto: Marjane Satrapi.
L’autrice ripercorre la sua infanzia e adolescenza, divisa tra Teheran e Vienna. Sullo sfondo, la complessa situazione dell’Iran dell’epoca. La vita di Marjane si intreccia infatti con gli ultimi anni del regno dello scià, la rivoluzione islamica del 1979 e l’instaurazione della Repubblica islamica. Gli eventi storici, le proteste e le trasformazioni della società sono raccontati con un’ironia che però non nasconde una critica verso le repressioni e la progressiva limitazione delle libertà personali.
La scelta di raccontare la sua storia in quel preciso momento non è casuale. Dopo l’11 settembre 2001, l’Iran, agli occhi dell’Occidente, è solo un nemico astratto. Satrapi risponde con una storia concreta: la sua. I disegni si caratterizzano per lo stile essenziale di Satrapi, che utilizza il bianco e il nero, senza sfumature. Non è solo una scelta estetica, ma anche politica: racconta un regime che divide la realtà in due, ciò che è permesso e ciò che è proibito. Per molti europei Persepolis è stata una chiave per conoscere la storia recente e la realtà politica e sociale dell’Iran.
Marjane Satrapi e la fragilità dell’Iran contemporaneo
Marjane Satrapi, pur vivendo a Parigi, ha continuato a seguire le complesse vicende dell’Iran. Il primo decennio degli anni Duemila è un momento particolarmente complesso per la repubblica teocratica, che reagisce con dure repressioni. Basti pensare che nel 2009, lo stesso anno in cui esce nelle sale il film tratto da Persepolis, l’Iran è incendiato dalla rivoluzione verde. Le proteste, esplose contro la rielezione di Ahmadinejad, si aggravano dopo la morte di una giovane manifestante. Come ricordano gli Annuari di Federico Motta Editore:
il 20 giugno [2009], i basij hanno ucciso una ragazza di 26 anni, Neda Agha-Soltan; il video della sua morte è stato diffuso dai media internazionali, aumentando la disapprovazione della comunità internazionale per la condotta del regime iraniano. Proprio per ridurre l’impatto dei mezzi di comunicazione sulla repressione della rivolta, Teheran ha imposto restrizioni alla stampa estera e ha tentato di ostacolare ogni forma di comunicazione tra i manifestanti (bloccando telefoni cellulari e siti internet), che sempre più sono ricorsi agli strumenti dei social network internazionali per organizzare l’opposizione al presidente e per far conoscere gli avvenimenti fuori dai confini del paese.
Marjane Satrapi non ha mancato di far sentire la sua voce contro le repressioni avvenute in Iran anche negli anni successivi, soprattutto nelle manifestazioni seguite alla morte di Mahsa Amini, avvenuta in carcere nel settembre del 2022 in circostanze poco chiare. Da Parigi, Satrapi ha dedicato alla morte della giovane donna il fumetto Donna, vita, libertà, scritto con il politologo Farid Vahid, il reporter Jean-Pierre Perrin e lo storico Abbas Milani. Il titolo riprende lo slogan scandito dalle giovani attiviste iraniane durante i funerali di Amini e nelle successive manifestazioni a rivendicazione dei propri diritti.


