Francesco, un papa innovativo

Il papa in processione durante una celebrazione liturgica

A un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, vogliamo ricordare la sua figura innovativa e il suo pontificato che continua a distinguersi per elementi di forte discontinuità rispetto alla tradizione. Qui qualche riflessione a partire dalle pagine a lui dedicate nel volume de I papi, edito da Federico Motta Editore.

Un pontificato, due papi 

Tra gli aspetti di novità del pontificato di Francesco, il più inedito è stata la convivenza con Benedetto XVI, primo papa “emerito” della storia contemporanea. Una situazione mai prevista dal diritto canonico, che ha aperto interrogativi teologici e istituzionali ma che, nella pratica, si è tradotta in una coabitazione sorprendentemente armoniosa. Lungi dall’essere una figura puramente simbolica, Benedetto XVI ha mantenuto una presenza attiva, pubblicando documenti e intervenendo nel dibattito ecclesiale, sempre però nel rispetto del successore.

Un papa tra equilibrio e novità 

La relazione tra i due pontefici ha contribuito a contenere le tensioni interne alla Chiesa tra correnti più conservatrici e spinte riformatrici, mostrando una possibilità concreta di equilibrio tra visioni diverse. Questa esperienza ha inoltre reso più pensabile, in futuro, la rinuncia al papato per ragioni di età o salute, segnando un cambiamento strutturale nel modo di concepire il ministero petrino. In questo senso, il pontificato di Francesco non è stato solo pastorale, ma anche profondamente innovativo sul piano istituzionale.

Francesco al centro dell’agenda globale

Parallelamente, papa Francesco ha esercitato un ruolo centrale nello scenario internazionale, interpretando il papato come una voce morale attiva nei conflitti globali. Dalla guerra in Siria a quella in Ucraina, passando per le tensioni in Medio Oriente, il pontefice ha moltiplicato appelli, gesti simbolici e iniziative diplomatiche, spesso fuori dagli schemi tradizionali. Emblematico il viaggio in Iraq, primo nella storia della Chiesa, e l’incontro con l’ayatollah Ali al-Sistani, che ha segnato un passo decisivo nel dialogo interreligioso. Allo stesso modo, gesti come la visita all’ambasciata russa dopo l’invasione dell’Ucraina o la preghiera congiunta con Shimon Peres e Mahmoud Abbas hanno evidenziato una diplomazia diretta, personale e simbolicamente potente. Francesco ha criticato apertamente l’industria bellica e proposto modelli alternativi di sviluppo, ponendo la pace e il bene comune al centro dell’agenda globale.

Nonostante malattia, scandali e difficoltà interne, ha mantenuto una presenza costante e vicina ai fedeli fino agli ultimi giorni, incarnando un papato meno formale e più umano. La sua eredità risiede proprio in questa capacità di unire riforma interna e protagonismo internazionale, ridefinendo il ruolo del pontefice nel XXI secolo.