Fedez, J-Ax, Fabri Fibra, Ghali: sono questi gli idoli dei più giovani, protagonisti dell’attuale scena rap italiana. In quasi trent’anni di storia, la musica rap ha conquistato consensi sempre maggiori nel nostro Paese, scalando le classifiche di vendita. Ma come è nato il rap e come è arrivato in Italia? Ne ripercorriamo la storia attraverso il saggio Reggae e hip hop in Europa di Vincenzo Caporaletti sull’Età moderna di Federico Motta Editore.

Fedez

Il saggio di Vincenzo Caporaletti dedicato all’hip hop sull’Età moderna di Federico Motta Editore

Le origini del rap

I termini rap e hip hop sono in genere usati come sinonimi. In realtà quando parliamo di rap intendiamo un genere musicale nato alla fine degli anni Settanta all’interno del movimento hip hop, che aveva preso piede tra le comunità afroamericane, e in particolare nel South Bronx di New York. In origine il rap nasce dalle performance dei dj, che avevano l’abitudine di parlare su una base musicale per coinvolgere il pubblico. È una forma di improvvisazione che si è evoluta nel tempo, e che prevede anche la manipolazione del piatto dei dischi per produrre ritmi e l’uso di campionamenti sonori.

Il rap raggiunge l’Europa

Il rap dagli Stati Uniti raggiunge presto l’Europa, dove sviluppa caratteristiche originali. Le prime esperienze risalgono agli anni Ottanta, quando in Francia il dj Dee Nasty pubblica l’album Paname City Rappin’ (1984). L’affermazione presso il grande pubblico arriva però nel 1991 con Qui sème le vent récolte le tempo di MC Solaar. Molto interessante è anche la scena rap italiana, dove dalla fine degli anni Ottanta è attivo Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti: in questa fase, il rap italiano imita i modelli statunitensi, in un’ottica commerciale che guarda al pubblico più giovane.

Il rap in Italia dai 99 Posse a Fedez

A partire dai primi anni Novanta, però, il rap diventa uno strumento di critica sociale, usato da artisti vicini alla sinistra radicale. È la stagione di gruppi come i 99 Posse o gli Isola Posse All Stars. Accanto a questi ci sono tuttavia anche musicisti orientanti a tematiche sentimentali, come Neffa, Frankie hi-nrg o i Flaminio Maphia. Gli Articolo 31 sono invece il primo gruppo rap italiano a ottenere un largo successo commerciale, a cominciare dall’album Messa di vespiri del 1994. E oggi? Il rap italiano è rapidamente cresciuto di popolarità negli ultimi vent’anni, e i nomi di Fedez, J-Ax, Fabri Fibra, Gué Pequeno o Ghali sono spesso in testa alle classifiche. Il rap italiano è estremamente variegato e utilizza un linguaggio vernacolare, vicino a chi lo ascolta. Una soluzione che riscuote successo soprattutto tra i più giovani.