Il grande secolo del romanzo

Il grande secolo del romanzo

L’Ottocento è un secolo di trasformazioni politiche, culturali e sociali. E il romanzo si afferma come il genere letterario che meglio sa esprimere le esigenze e i valori di questa nuova età segnata dall’avanzata della borghesia, come ci ricorda Ezio Raimondi in Historia di Federico Motta Editore. A prezzi accessibili a un pubblico popolare, il romanzo a puntate si diffonde e conosce nuovi lettori.

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L’introduzione alla sezione Letteratura curata da Ezio Raimondi in Historia di Federico Motta Editore. A prezzi accessibili, il romanzo a puntante garantiva un’ampia diffusione.

Un’età di trasformazioni

All’inizio dell’Ottocento la cultura e la società europea conoscono una serie di trasformazioni. Tramontano la fiducia illuministica nella ragione e l’adesione ai modelli letterari codificati dal classicismo. Al loro posto si fa largo un nuovo modo di considerare la realtà, vista come qualcosa di informe e inquieto. Con il Romanticismo si diffonde una nuova sensibilità che guarda ai misteri della natura e all’irrazionale. Nasce così un nuovo interesse per il sogno, l’inconscio, il fantastico, il sentimento, il folklore, l’infanzia.

Il nuovo ruolo dell’intellettuale

Mentre avvengono queste trasformazioni culturali, a livello sociale si assiste all’affermazione di una nuova classe media borghese. Muta così il ruolo dell’intellettuale nella società. Caduta la “repubblica delle lettere”, gli scrittori (e gli artisti in generale) devono riscoprire la loro funzione. Il pubblico si allarga e chiede agli autori opere di intrattenimento. Nasce l’industria culturale: i letterati devono ora fare i conti con le esigenze del mercato. Il valore delle opere letterarie non viene più stabilito solo da élite culturali, ma anche dalla pubblicistica, dalle recensioni sui giornali e persino dai dibattiti nei caffè. Nasce quella che i sociologi definiscono “cultura di massa“.

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La lettura di Pierre-Auguste Renoir (1890-1895)

L’età del romanzo

Il nuovo pubblico letterario legge per appagare un desiderio di evasione dal grigiore della vita quotidiana. Prendono così piede i romanzi d’appendice o feuilleton, romanzi che venivano pubblicati a puntate su riviste e giornali. Questo genere segnala la grande stagione del romanzo ottocentesco, a cui sono dedicati vari saggi in Historia di Federico Motta Editore. A prezzi accessibili per un pubblico molto più vasto rispetto all’immediato passato, i romanzi d’appendice appassionano il pubblico con storie emozionanti e ricche di colpi di scena. Gli autori cercano inoltre di assecondare i gusti del pubblico, modellando personaggi e vicende sui desideri dei lettori. Dinamiche che, ancora oggi, caratterizzano il rapporto tra gli scrittori e i loro lettori.