Il 9 maggio si celebra una delle ricorrenze più significative della storia del Vecchio Continente: la Giornata dell’Europa. Un’occasione non solo per ricordare un progetto nato per garantire pace e cooperazione, ma anche l’occasione per riflettere sul valore di una comunità unita, democratica e solidale.

Dalla dichiarazione Schuman all’Unione europea

La Giornata dell’Europa si celebra ogni anno il 9 maggio per ricordare il discorso pronunciato nel 1950 dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman. Quella circostanza è considerata il punto di partenza del processo di integrazione. In un continente ancora profondamente segnato dalle ferite della Seconda guerra mondiale, Schuman propose una nuova forma di collaborazione politica ed economica tra gli Stati europei, fondata sulla condivisione delle risorse strategiche e sulla costruzione di interessi comuni. Quella visione aprì una stagione nuova per l’Europa, trasformando antiche rivalità in cooperazione e ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’Unione europea.

Il progetto europeo si sviluppò grazie all’impegno di Jean Monnet e dello stesso Schuman, promotori di un approccio pragmatico e graduale all’integrazione. Come ricorda Luigi Mascigli Migliorini in un saggio del volume del Novecento di Federico Motta Editore:

È a questi “padri fondatori” dell’Europa contemporanea che si devono le grandi tappe dell’integrazione economica e politica: dopo la CECA, l’Euratom, e i Trattati di Roma che nel marzo del 1957 danno vita alla Comunità Economica Europea.

Un percorso costruito passo dopo passo, attraverso istituzioni condivise e politiche comuni, con l’obiettivo di garantire pace, stabilità e sviluppo.

40 anni fa: la nascita della bandiera e dell’inno europeo

Quest’anno la ricorrenza assume un significato ancora più speciale. Nel 2026 ricorre il quarantesimo anniversario dell’adozione condivisa della bandiera e dell’inno europei, simboli di una identità comune che continua a rafforzarsi nel tempo.

Oggi la Giornata dell’Europa non rappresenta soltanto un momento commemorativo, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo dell’Unione europea nel mondo contemporaneo. In un contesto internazionale fortemente instabile, l’Europa è chiamata a restare forte, autonoma e capace di difendere i propri valori democratici. L’idea di unire le forze per garantire sicurezza, prosperità e libertà continua infatti a essere il cuore del progetto europeo.

Celebrare il 9 maggio significa dunque riconoscere l’importanza della cooperazione tra i popoli europei e riaffermare il valore di principi condivisi come la pace, la solidarietà, la tutela dei diritti e la partecipazione democratica. La ricorrenza è anche un momento di incontro tra istituzioni e cittadini: a Bruxelles e in molte città europee vengono organizzati eventi, visite e attività aperte al pubblico per raccontare concretamente il lavoro dell’UE e il suo impatto sulla vita quotidiana delle persone.

A un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, vogliamo ricordare la sua figura innovativa e il suo pontificato che continua a distinguersi per elementi di forte discontinuità rispetto alla tradizione. Qui qualche riflessione a partire dalle pagine a lui dedicate nel volume de I papi, edito da Federico Motta Editore.

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A poche ore dal raggiungimento dell’obiettivo della missione Artemis II, è impossibile non ripensare alla figura di Jules Verne e alla sua straordinaria capacità di anticipare con sorprendente precisione molti aspetti delle moderne spedizioni spaziali. Ma quali furono le sue più grandi intuizioni?

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A 100 anni dalla sua nascita (24 marzo 1926), vogliamo qui ricordare Dario Fo e la sua originale figura di “giullare intellettuale”, capace di recuperare la forza comunicativa del teatro della tradizione e di parlare al presente con una forza ancora sorprendentemente attuale.

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L’uscita del film Cime tempestose di Emerald Fennell, con protagonisti Margot Robbie (Catherine) e Jacob Elordi (Heatcliff), ha riportato l’attenzione sull’opera di Emily Brontë. D’altra parte il romanzo, un grande classico della letteratura inglese ed europea dell’Ottocento, ha continuato a ispirare generazioni di lettori e non solo.

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Il 28 febbraio 1953 è ricordato come il giorno della scoperta della struttura DNA. Quel giorno, James Watson e Francis Crick capirono infatti che il DNA aveva la struttura di una doppia elica. Tuttavia, senza il lavoro di altri due scienziati, Maurice Wilkins e Rosalind Franklin, la scoperta non sarebbe stata possibile. Ma perché fu così importante? Ne parliamo, riprendendo anche il saggio La biologia molecolare di Fabio De Sio sul Novecento di Federico Motta Editore, a cura di Umberto Eco.

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Il 14 febbraio 1876, all’United States Patent and Trademark Office (Ufficio statunitense brevetti e marchi) di una città della Virginia vicina a Washington, due domande di brevetto arrivano quasi insieme. La prima, arrivata qualche ora prima, porta la firma di Alexander Graham Bell, l’altra, arrivata dopo, quella di Elisha Gray. È una coincidenza che sa di duello silenzioso: entrambi stanno inseguendo un’idea che fino a pochi anni prima sembrava magia: far viaggiare la voce dentro un filo.

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Il 27 gennaio 2026 ricorrono i centoventicinque anni dalla morte di Giuseppe Verdi (1813-1901), figura centrale non solo della storia musicale italiana, ma dell’intera cultura europea dell’Ottocento. A distanza di più di un secolo, il suo teatro musicale fortemente innovativo continua essere un riferimento costante nella determinazione dell’identità italiana.

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