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Il 25 marzo si celebrerà il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Sarà un’occasione per celebrare la nostra lingua e la nostra letteratura, nata quasi otto secoli fa. Per ricordarlo basta sfogliare il lungo elenco di opere citate nella Storia generale della letteratura italiana pubblicata da Federico Motta Editore, una striscia di scritti che ha attraverso per secoli la nostra tradizione letteraria. Come ricordato da Vittorio Russo «il concetto di letteratura nazionale […] fu estraneo alla mentalità medievale». Durante il Medioevo l’orizzonte culturale degli intellettuali comprendeva tutto il centro Europa. In più, in Italia vi fu sempre una particolare frammentazione linguistica, che si rispecchia anche nella lingua. Le aree principali furono il Centro (e in particolare l’Umbria) e la Sicilia, dove nacque una nuova poesia che poi si diffuse fino in Toscana.

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Umbria

Come è nata la letteratura italiana? Può sembrare una domanda scontata, ma non lo è. Secondo un’immagine che abbiamo ereditato dal Risorgimento e dal Romanticismo, spesso si parla di letteratura italiana come della nostra letteratura nazionale. In realtà, come ricordato da Vittorio Russo sulla Storia generale della letteratura italiana pubblicata da Federico Motta Editore, «il concetto di letteratura nazionale […] fu estraneo alla mentalità medievale». Durante il Medioevo l’orizzonte culturale degli intellettuali comprendeva tutto il centro Europa. In più, l’Italia in fu sempre una particolare frammentazione linguistica, che si rispecchia anche nella lingua. Le aree principali furono il Centro (e in particolare l’Umbria) e la Sicilia, dove nacque una nuova poesia che poi si diffuse fino in Toscana.

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L'ingresso di Birkenau

Nei giorni in cui il mondo ricorda la tragedia della Shoah, ripercorriamo la vicenda biografica e letteraria di Primo Levi, di cui nel 2019 cade il centenario della nascita. Di questo grande autore, ormai un classico della letteratura italiana contemporanea, parla Marina Beer in un saggio nella Storia generale della letteratura italiana di Federico Motta Editore, a cura di Pedullà e Borsellino.

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Il 23 giugno scorso se n’è andata Esther Judith Singer, meglio conosciuta come “Chichita”, moglie di Italo Calvino e custode dell’eredità culturale dello scrittore sanremese. Calvino è stato uno dei massimi autori italiani del Novecento. In quarant’anni ha attraversato le principali tendenze del secolo, dal neorealismo al postmoderno passando per il fantastico e il fiabesco. E proprio a lui è dedicato un interessante saggio di Giulio Iacoli sull’Età moderna di Federico Motta Editore.

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