Il movimento #metoo ha avuto il merito di richiamare una vasta porzione dell’opinione sui soprusi e sulle molestie subite dalle donne sul posto di lavoro. Iniziato con lo scandalo che ha travolto il produttore Henry Weinstein e che ha interessato il mondo di Hollywood, il movimento è poi diventato di portata planetaria e ha coinvolto vari settori della società. Tuttavia, il discorso sulle disuguaglianze tra i generi non è una novità degli ultimi anni: è un tema con una sua storia articolata, che si è evoluto nei secoli. Dedichiamo quindi una riflessione su un momento storico cruciale: la trasformazione della concezione della donna nelle società europea del Settecento illuminista. Lo faremo attraverso il saggio Le donne nella società di Tiziana Bernardi, pubblicato sull’Età moderna di Federico Motta Editore.

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Il saggio Le donne nella società di Tiziana Bernardi sull’Età moderna di Federico Motta Editore.

Una nuova immagine della donna

Fino al Settecento le donne erano considerate degli “uomini inferiori”. Con il Settecento questa concezione cambia, anche se in un modo per cui la parità tra i sessi era ancora ben lontana. Gli illuministi infatti criticarono le disuguaglianze e la tradizione, ma queste critiche non interessarono il ruolo della donna. Uomo e donna erano infatti considerati esseri diversi, legati a due sfere separate: gli uomini alla cultura e alla ragione, le donne al sentimento e alla natura. Scrive Bernardi:

Dalla dipendenza della donna dalla natura derivano passionalità e immaginazione, una psicologia naturale che la confina perennemente nello stadio dell’infanzia e la rende inadatta a svolgere attività intellettuali. D’altra parte è sempre dal ruolo assegnato alla donna dalla natura (riproduzione e cura dei figli) che deriva la sua funzione e il suo ruolo sociale: la donna è essenzialmente sposa e madre. Tali funzioni ne esaltano il valore, ma la escludono dallo spazio pubblico, relegandola nella sfera intima e privata della famiglia.

Emancipazione e caso Weinstein

Seguendo questa concezione, nell’Ottocento nacque l’immagine della donna come angelo del focolare. Tuttavia, in controtendenza con questa visione, nella società del Settecento si affacciano nuove figure di donne: colte, attive nel salotti, capaci di influenzare la società. L’universo femminile si evolse: attraverso la moda, per esempio, prende corpo il desiderio di individualità della donna, di differenziarsi dagli altri. Ed è proprio attraverso i giornali di moda che le donne affermarono la propria identità sociale. Si possono così osservare i primi germi di un cammino di lotta alla disuguaglianza, un cammino che prosegue anche ai giorni nostri, ai tempi del caso Weinstein.