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Grandi opere

La cattedrale di Notre-Dame e l’impresa del gotico

cattedrale di notre-dame

Hanno fatto il giro del mondo le immagini della cattedrale di Notre-Dame a Parigi in fiamme. Uno dei simboli della capitale francese, nonché uno dei capolavori dell’architettura gotica, è stato così gravemente danneggiato. Il modello costruttivo di Notre-Dame ha avuto una grande influenza sull’architettura religiosa medievale, contribuendo alla diffusione del gotico in Europa. Per capire meglio che cosa significava all’epoca costruire una cattedrale, può essere utile leggere il saggio Costruire la cattedrali: il cantiere e le tecniche di Tomas Fiorini, pubblicato sul Medioevo di Federico Motta Editore.

La sfida delle cattedrali

Nel corso del Medioevo le cattedrali e le abbazie diventarono sempre più grandi. Anche lo slancio in altezza rappresentò una sfida per i costruttori, che dovettero cercare nuove soluzioni. Un primo problema era legato ai materiali da costruzione: edifici così imponenti richiedevano grossi blocchi di pietra, difficili da trasportare, e grandi quantità di legname. Si pensi, ad esempio, che il tetto della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, distrutto dall’incendio, era composto dal legno di 1.300 querce. Oltre a questo c’erano anche questioni tecniche: la risposta a queste esigenze arrivò, a partire dal XII secolo, con lo sviluppo del gotico.

Cambiarono i sistemi di progettazione, che divennero via via più complessi e precisi. Tra le innovazioni tecniche, una delle più importanti fu la volta a crociera costolonata, che consente di scaricare il peso delle volte su punti distanti tra loro. I muri intermedi, ormai privi di funzioni di sostegno, furono sostituiti da ampie vetrate artistiche. Avevano funzioni statiche anche gli archi ogivali, che potevano raggiungere altezze vertiginose, e gli archi rampanti, che fecero la loro comparsa nella cattedrale di Notre-Dame e in altri edifici coevi.

Chi pagava la cattedrale?

Prima però di poter avviare i lavori era necessario trovare dei finanziatori. Se il committente era il sovrano, come avvenne per l’abbazia di Saint-Denis o la Saint-Chapelle, si poteva contare su ampi fondi. Più complessa era la situazione quando l’opera era realizzata dai Comuni o dalle diocesi. Le entrate infatti non erano regolari e le variazioni nei fondi disponibili potevano provocare brusche e lunghe interruzioni dei lavori. Solitamente il clero destinavano al cantiere parte dei ricavati delle rendite, e spesso cercavano di attirare le offerte dei fedeli in vari modi, sia attraverso rare reliquie sia attraverso la concessione di indulgenze. Talvolta il re si affiancava al vescovo per finanziare la cattedrale, come avvenne per la cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

Come cambia la figura dell’architetto

La costruzione di edifici complessi come le cattedrali gotiche fece sì che gli architetti si concentrassero sempre più sulla progettazione, tralasciando il lavoro manuale. Questo portò a un’evoluzione della figura dell’architetto, che iniziò ad assumere un particolare prestigio individuale. Ne sono esempi i membri della famiglia Parler in Boemia, oppure, in Italia, personalità come Arnolfo da Cambio, Giotto e Andrea Pisano. Tuttavia, il ruolo dell’architetto non era fisso: il suo lavoro era valutato periodicamente da una commissione, che nel caso poteva anche sostituirlo.

22/04/2019/da Redazione
Tags: architettura, arte, gotico, Historia, medioevo
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