La possibile fusione FCA – Renault è al centro delle attenzioni degli analisti. Una fusione tra i due gruppi interesserebbe alcuni storici marchi di produttori, e avrebbe ovvie ripercussioni su tutto il mercato dell’auto. D’altra parte l’automobile, oltre che uno dei mezzi di trasporto più diffusi, è anche un simbolo della modernità, esaltata dall’avanguardia futurista. Dalla produzione di automobili, inoltre, è partito anche il fordismo, il modello industriale che impiega la catena di montaggio.

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Il saggio La fabbrica fordista di Alida Clemente sull’Età moderna di Federico Motta Editore

Automobile e fordismo: innovazioni tecnologiche e produttive

Negli anni Ottanta dell’Ottocento Frederick Winslow Taylor, un operaio specializzato delle acciaierie Midvale in Pennsylvania, mise a punto un sistema di produzione rigidamente organizzato. Il processo produttivo veniva scomposto in fasi elementari, ognuna assegnata a un operaio specializzato. Il sistema si adattava perfettamente alla produzione di automobili: le singole parti potevano essere realizzate da persone diverse e poi assemblate. L’imprenditore statunitense Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica, perfezionò il sistema e lo adottò nella sua azienda. Alla fabbrica fordista è dedicato un saggio di Alida Clemente sull’Età moderna di Federico Motta Editore. Grazie al suo sistema, Ford poté abbassare sensibilmente i costi e i tempi di produzione. Pose così le basi affinché l’automobile smettesse di essere un bene di lusso e si trasformasse in bene di consumo.

Da Ford alla fusione FCA – Renault: l’automobile, simbolo della modernità

Dai tempi di Ford a oggi, con la fusione FCA – Renault, l’automobile è rimasta un simbolo della modernità. I sistemi di produzione delle imprese automobilistiche hanno rivoluzionato la produzione industriale americana ed europea. Ma non solo: la diffusione dell’automobile tra tutte le classi sociali ha segnato anche la crescita economica del Novecento di molte nazioni. E come non ricordare poi il Manifesto del futurismo, che nel 1909 esaltava l’automobile, «col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia». La velocità dell’auto diventa un’immagine della nuova avanguardia, che invita a fare tabula rasa della tradizione letteraria e artistica.