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Grandi opere

La missione Artemis II e il ritorno al futuro (immaginario) di Verne

Mezza luna vista da un telescopio nello spazio

A poche ore dal raggiungimento dell’obiettivo della missione Artemis II, è impossibile non ripensare alla figura di Jules Verne e alla sua straordinaria capacità di anticipare con sorprendente precisione molti aspetti delle moderne spedizioni spaziali. Ma quali furono le sue più grandi intuizioni?

Verne e la scienza del suo tempo

La missione Artemis II, che si concluderà con il rientro sulla Terra previsto per sabato 11 aprile, ha riacceso l’immaginario legato alla conquista della Luna, riportando al centro del dibattito non solo il progresso tecnologico, ma anche le sue radici culturali. È naturale, dunque, ripensare a Jules Verne, che, coniugando scienza e tecnologia, affabulazione e creazione narrativa, nel 1865 pubblica il suo romanzo Dalla Terra alla Luna, dando vita a un universo mirabolante, capace di attirare lettori d’ogni genere.

Il confronto tra le sue intuizioni narrative e le realizzazioni storiche – dall’allunaggio alle nuove esplorazioni – rivela quanto la sua opera rappresenti un punto d’incontro tra scienza, immaginazione e futuro. Possiamo quindi concludere che la grandezza di Jules Verne risiede innanzitutto nel suo metodo. Come osserva Marco Modenesi in un saggio di Historia – Storia della civiltà europea:

Verne s’interesserà sempre, con attenzione e con scrupolo, al progresso scientifico e tecnologico della sua epoca; […] A questa attenzione si unisce una genialità immaginativa difficilmente imitabile in cui spesso la scienza, e soprattutto la tecnologia, pur essendo ancorata nel presente del lettore e dell’autore, vengono proiettate in un futuro percepito come possibile e, quindi, come probabile.

La sua genialità consiste proprio in questa capacità di trasformare il presente in previsione, facendo della letteratura uno strumento di esplorazione del possibile.

Verso la Luna: le grandi intuizioni tecnologiche di Verne

Dopo più di 50 anni dal 1972, quando fu organizzata l’ultima missione del programma lunare Apollo, la missione Artemis è il primo volo con equipaggio del nuovo programma lunare della NASA, in cui quattro astronauti hanno osservato da vicino con i loro occhi la Luna. Obiettivo principale è stato testare la capsula Orion in una traiettoria circumlunare, senza toccare suolo, per verificare sistemi di navigazione, comunicazione e sicurezza per le future missioni con allunaggio. Ma, mentre si sfidano sempre nuove frontiere nella conquista dello spazio, quali furono le felici intuizioni di Verne che poi sono diventate realtà?

  1. Il lancio: dalla Florida immaginata a Cape Canaveral. Nel romanzo Dalla Terra alla Luna, Verne, seguendo un rigoroso ragionamento scientifico, colloca il punto di partenza in Florida, presso Stone’s Hill. La scelta non è casuale: Verne comprende l’importanza della vicinanza all’equatore per sfruttare la rotazione terrestre. È lo stesso principio che guiderà, un secolo dopo, la costruzione delle basi di lancio americane.
  2. Uomini nello spazio: il numero perfetto. Verne immagina un equipaggio di tre uomini – Barbicane, Nicholl e Ardan – una configurazione che ritroveremo nelle missioni del programma Apollo. La scelta riflette esigenze di equilibrio operativo e gestione delle funzioni di bordo. Anche se Artemis II amplia il numero a quattro astronauti, il modello ternario resta un riferimento storico significativo.
  3. Materiali e ingegneria. Tra le intuizioni più sorprendenti vi è l’uso dell’alluminio per costruire il veicolo spaziale. Nel XIX secolo era un materiale raro e costoso, ma Verne ne riconosce la leggerezza e la resistenza. Oggi queste caratteristiche lo rendono fondamentale nell’ingegneria aerospaziale, confermando la straordinaria lungimiranza dello scrittore.
  4. Il ritorno sulla Terra: ammaraggio e recupero. Nel romanzo, la capsula si adagia nell’Oceano Pacifico e viene recuperata da una nave statunitense. La somiglianza con le operazioni delle missioni Apollo è impressionante: anche in quel caso, l’ammaraggio rappresentava una fase cruciale del rientro.
  5. L’esperienza dello spazio: la scoperta della microgravità. Verne descrive gli effetti dell’assenza di gravità durante il viaggio, pur collocandoli nel punto di equilibrio tra Terra e Luna. Sebbene l’interpretazione non sia scientificamente corretta, l’intuizione del fenomeno resta straordinaria per l’epoca, quando nessuno aveva ancora sperimentato direttamente la microgravità.

La sua opera dimostra che l’immaginazione, quando è radicata nella conoscenza, può anticipare il progresso e contribuire a renderlo possibile.

08/04/2026/da Redazione
Tags: Historia, letteratura, Scienza e tecnologia, storia contemporanea
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