La sede della commissione europea a Bruxelles

In queste settimane l’Unione Europea deve affrontare le conseguenze dell’emergenza Covid-19. Il confronto tra i cosiddetti paesi frugali e gli altri stati membri per il Recovery Fund non deve però farci dimenticare l’importanza dell’integrazione europea. Come è nata? E perché è così importante? Ne ripercorriamo le origini, rileggendo il saggio Integrazione europea di Eugenio Capozzi sull’Età moderna pubblicata da Federico Motta Editore.

Il sogno di una democrazia continentale

L’idea che tutti i paesi europei si potessero riunire in un unico organismo politico risale al Settecento e all’Illuminismo. Tuttavia, questi ideali che fino ad allora avevano avuto carattere di utopia, iniziarono a essere presi sul serio nel Novecento, e in particolare dopo la prima guerra mondiale. Le prime proposte risalgono al 1918, quando Luigi Einaudi pubblicò sul «Corriere della Sera» alcuni articoli in cui si proponeva una unione politica tra gli Stati europei. Questa, secondo Einaudi, sarebbe stata l’unica strada percorribile per mantenere la pace nel Vecchio continente. Negli anni Venti e Trenta l’idea di una Europa unita fu contrastata dall’affermazione dei regimi totalitari. Non mancarono però voci favorevoli, come il diplomatico ungherese Richard Coudenhove-Kalergi (fondatore nel 1923 del movimento Paneuropa) o il politico francese Aristide Briand.

I primi passi dell’integrazione europea

La necessità di una unione politica dell’Europa divenne più forte dopo la seconda guerra mondiale. Al giorno d’oggi l’Europa ci sembra divisa tra falchi e colombe, paesi frugali e paesi in crisi, ma non dobbiamo dimenticare l’importanza storica dell’integrazione europea. Già nel 1940, infatti Churchill e De Gaulle avevano concordato su una unione franco-inglese, intesa come fondamento per una successiva unione dei paesi democratici europei. A guerra finita, nel 1946 Churchill rilanciò la proposta, ma la Gran Bretagna dovette presto allontanarsi, alle prese con il suo impero che si stava dissolvendo. A riprendere il progetto furono paesi che avevano sofferto per la guerra, come Italia, Francia e la Repubblica Federale Tedesca. Questi tre, insieme a Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, fondarono nel 1951 la CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), il primo nucleo da cui si svilupperà l’Unione Europea.