primo maggio

Il Primo maggio si celebra in gran parte dei Paesi del mondo la Festa dei lavoratori. In Italia questa ricorrenza si celebra regolarmente il primo giorno di maggio dal 1945. Ma perché proprio il primo maggio? Per saperlo bisogna risalire all’Ottocento e alle trasformazioni economiche e sociali dovute alla rivoluzione industriale. Ne scopriremo di più leggendo il saggio La classe operaia di Marina Montacultelli, pubblicato sull’Età moderna di Federico Motta Editore.

Come è nato il Primo maggio

Il Primo maggio 1890 gli operai europei e statunitensi scesero in piazza per chiedere la riduzione della giornata lavorativa a otto ore. La Seconda Internazionale aveva organizzato la manifestazione, riuscendo a mettere insieme, per la prima volta, i lavoratori del Vecchio continente con quelli degli USA. La data scelta ricordava un tragico evento: il primo maggio 1866 cinque operai di Chicago morirono a causa della loro attività sindacale. Le proteste degli operai nell’Occidente industrializzato arrivano alla fine di una lunga fase di trasformazioni sociali che ha attraversato tutto il XIX secolo.

La rivoluzione industriale e la classe operaia

Con la rivoluzione industriale si diffuse in Europa un nuovo modello produttivo, che ebbe ripercussioni anche sulla società. Nacque una nuova classe sociale, quella degli operai. Era però una classe sociale molto variegata, che andava dagli operai non specializzati, mal pagati e sfruttati, agli operai di mestiere, che potevano vantare competenze tecniche. Cambiò anche la distribuzione della popolazione sul territorio: la fabbrica richiamava manodopera in alcuni distretti produttivi, trasformando l’aspetto delle città e delle aree limitrofe. Contestualmente, però, tra gli operai nacque la consapevolezza di formare una classe, una consapevolezza che spinse a chiedere il riconoscimento di alcuni diritti. Da qui scaturì un dibattito economico, sociale e politico che attraversò l’Ottocento, che portò alla diffusione del socialismo e alla nascita dei primi sindacati.