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Leonardo da Vinci e l’anno leonardiano

Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci è stato una delle più importanti personalità della storia. Per ricordarlo, a 500 anni dalla morte, è stato indetto l’anno leonardiano internazionale. A lui sono dedicati oltre 500 eventi, sia in Italia sia all’estero. Nel nostro Paese si è insediato un apposto Comitato Nazionale, che coordina le manifestazioni sotto l’egida del Ministero dei Beni culturali. Leonardo da Vinci però è anche uno dei grandi personaggi, protagonisti dei volumi di Historia dedicati al Quattrocento e al Cinquecento. Scopriamo quindi alcune curiosità attingendole dall’immenso patrimonio culturale di Federico Motta Editore.

Leonardo da Vinci

La descrizione del Cenacolo, sul Quattrocento di Federico Motta Editore

Leonardo da Vinci, artista e sperimentatore

Allievo della bottega di Andrea del Verrocchio, Leonardo è stato un grande artista e un grande sperimentatore. Una delle sue prime conquiste, come ricordato nel saggio di Luca Bianco nel volume dedicato al Quattrocento nel Medioevo di Federico Motta Editore, è stata la delicata resa pittorica degli equilibri di luce e ombra. Una ricerca che proseguì tutta la vita, e che è osservabile per esempio nell’incompiuto l’Adorazione dei magi. Le sue sperimentazioni più ardite e più conosciute riguardano però l’Ultima cena. Per decorare il refettorio nel convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano, sperimentò l’uso di tempere più adatte alle tavole che al muro. Questo però comportò notevoli problemi di degradazione del colore e rese necessari da subito degli interventi di restauro. L’ultimo è stato terminato nel 1999.

Leonardo da Vinci, ingegnere e inventore

Leonardo è stato però anche un grande ingegnere e inventore. Curiosamente, quando nel 1481 scrisse una lettera a Ludovico il Moro per chiederne la protezione, lasciò in secondo piano la sua attività artistica e sottolineò particolarmente le sue doti di tecnico. Come ricorda Andrea Bernardoni sull’Età moderna di Federico Motta Editore, Leonardo rappresenta il culmine della tradizione ingegneristica italiana del Quattrocento. Le prime macchine risalgono forse agli anni Settanta del Quattrocento e furono ispirate dalle macchine di Filippo Brunelleschi per il cantiere del duomo di Firenze. Negli anni a Milano si concentrò invece su studi di carattere architettonico, arrivando a progettare una città ideale. Scrisse anche un trattato sull’acqua, in cui affronta problemi di carattere idraulico. Le sue invenzioni più curiose, però, riguardano le macchine volanti. Pare che nessuna di queste sarebbe mai stata in grado di volare, però alcune intuizioni erano buone: per esempio, aveva intuito il meccanismo alla base dei moderni elicotteri.