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Enciclopedie, Federico Motta Editore, Grandi opere

La farmacologia, tra antichità e modernità

Asclepio, il dio greco-romano della medicina

La pandemia di Covid-19 e la ricerca di vaccini ha richiamato l’attenzione sull’importanza della ricerca scientifica e della farmacologia che, in quanto scienza, ha peraltro origini antichissime. Ma quando è nata? E come si curavano gli antichi? Ne parla Valentina Gazzaniga, dell’Università La Sapienza di Roma, nel saggio Dioscoride e la farmacopea antica sull’Antichità di Federico Motta Editore. Un valore enorme era riconosciuto in particolare alle erbe e al loro potere curativo.

La farmacologia dall’Oriente: il nepente

Oggi quando si parla di farmacologia si pensa a grandi colossi farmaceutici. In realtà questa è l’ultima fase di un’evoluzione iniziata migliaia di anni da. È impossibile dire esattamente quando è nata la farmacologia, ma sembra che questa scienza sia antichissima. Già medici greci si interrogavano sull’efficacia di certe erbe in uso da tempi remoti presso le popolazioni del vicino Oriente antico. In Egitto in particolare si diceva crescessero piante dai poteri eccezionali. Da queste veniva prodotto il nepente, una bevanda prodigiosa in grado di curare sia i mali del corpo sia quelli dell’anima.

La riflessione in età ellenistica

Notizie di farmacologia si trovano già nel trattati ippocratici. È però durante l’Ellenismo che si sviluppa una riflessione organica e sistematica sull’utilizzo dei farmaci per curare i malati, come ricordato nel saggio pubblico da Motta Editore. Un valore particolare era riconosciuto ai ricettari, lunghi cataloghi di sostanze con i relativi effetti. La maggior parte erano di origine vegetale, ma non mancavano studi sui veleni animali e alcuni anche sui minerali.

Il De materia medica di Dioscoride

La nostra principale fonte di informazioni sulla farmacologia antica è però il De materia medica, scritto da Dioscoride di Anazarbo tra il 60 e il 78 d.C. L’autore era un medico originario della Cilicia, in Asia minore, attivo durante i regni di Claudio e Nerone. La particolarità del suo trattato è che classifica le sostanze in base agli effetti e alle caratteristiche fisiche delle piante da cui vengono estratte. Dioscoride compie così un notevole passo avanti rispetto ai suoi predecessori, che trattavano i vari farmaci elencandoli in ordine alfabetico. Il De materia medica avrà poi molta influenza sulla medicina dei secoli successivi: nel Medioevo, grazie a una traduzione in arabo, diventerà un punto di riferimento per la farmacologia islamica.

30/03/2021/da Redazione
Tags: antichità, biologia, chimica, civiltà europea, Historia, medicina, pandemia, scienza, storia
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