Una festa nazionale per san Francesco, il poverello d’Assisi
San Francesco ha (di nuovo) una festa nazionale: per gli 800 dalla morte, il parlamento ha deciso reintrodurre nel calendario la festa dedicata al santo il 4 ottobre. Al momento dell’approvazione, nel 2025, Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’VIII centenario del santo, ha commentato che san Francesco è «una presenza fertile per tutti. Il che non vuol dire che è arruolabile sotto ogni bandiera, ma che ne abbiamo bisogno tutti». San Francesco, a otto secoli di distanza, continua infatti ad avere molto da dire agli esseri umani di oggi.
San Francesco d’Assisi, la vita
Come ricordato nella voce a lui dedicata nei Protagonisti della cristianità di Federico Motta Editore, abbiamo molte Vite che raccontano la biografia di san Francesco d’Assisi. Ma al di là delle differenze, tutte concordano su alcuni punti fondamentali. Sappiamo per esempio che è figlio di un ricco mercante di tessuti e che il nome Francesco deriva forse dagli scambi commerciali che il padre ha con i mercati francesi. Pare inoltre che da giovane si sia appassionato alla letteratura cavalleresca francese e che abbia pensato di avviarsi alla carriera militare. Una malattia però sconvolge i suoi piani. In seguito a una crisi religiosa divente un penitente, una figura a metà tra il laico e il religioso (Francesco infatti non diventa mai né monaco né sacerdote):
Vestito con un abito d’eremita, si dedicò alla riparazione di alcune piccole chiese in rovina alla periferia d’Assisi, pregando e meditando davanti ai grandi crocifissi dipinti su legno che vi si trovavano.
Ben presto si uniscono a lui alcuni compagni e compagne. Ne nasce una vera e propria comunità, basata su valori e regole condivise: è il primo nucleo dell’ordine dei francescani. Nel 1223 la sua Regola ricevette l’approvazione ufficiale di papa Onorio III.
San Francesco e la festa nazionale del 4 ottobre
Dal 1° gennaio 2026, come previsto dalla legge 151/2025, san Francesco ha nuovamente una festa nazionale. La ricorrenza era stata abolita nel 1977: l’Italia attraversava un grave periodo di crisi e, per aumentare le ore lavorative e quindi la produttiva, si decise di abolire alcune feste nazionali. Nel 2025 però, in vista dell’VIII anniversario dalla morte, il parlamento ha ripristinato la festa del santo. La proposta ha avuto l’approvazione della maggioranza e dell’opposizione, a dimostrazione che san Francesco, patrono d’Italia, è una figura riconosciuta da tutti.
Non bisogna infatti essere credenti per apprezzare le doti di frate Francesco. In un’epoca dominata dalla fretta, dal consumo e dall’individualismo, Francesco ci ricorda che la vera ricchezza non si misura in ciò che possediamo. La sua scelta di povertà non è una rinuncia triste, ma libertà: liberarsi del superfluo per fare spazio all’essenziale. Il suo Cantico delle Creature insegna a guardare la natura come una sorella da custodire, non come una risorsa da sfruttare. Con il suo “pace e bene” ci invita al dialogo, anche con chi è diverso da noi. Ottocento anni dopo, il suo messaggio resta attualissimo: essere felici con poco, prendersi cura degli altri e del mondo.


